Black sparkle bucket hat

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CLARISSA BALOSSI

Milano, Milano Italia

Incosciamente ho sempre avuto attitudine per l’arte e l’estetica in generale. Ho cominciato a disegnare da molto piccola; disegnare era tutto per me e mi piacevano tantissimo i capelli e giocare con i vestiti. C’e stato un periodo della mia vita in cui ho dovuto mettere tutto da parte. Mi sono buttata nel mondo del lavoro facendo dapprima la cameriera e successivamente la commessa. Occupazioni che mi hanno insegnato il lavoro di squadra, una buona etica lavorativa e l’importanza dell’organizzazione. In questi anni penso di essermi focalizzata per lo più sulla moda, ho seguito un paio di corsi di cucito finchè ho cominciato a lavorare come vestiarista durante le varie settimane della moda Milanesi. A questo punto, la mia passione per quest’industria così dinamica è diventata talmente ingombrante da non poterla più ignorare. Quindi, ho intrapreso gli studi come fashion designer presso Afol Moda a Milano. Dopodichè, ho lavorato in uno studio di consulenza stilistica fino a poco prima che la pandemia scoppiasse. Ora sto seguendo lo sviluppo della collezione di intimo che parteciperà alla Fashion Graduate Italia 2021. Per quanto riguarda il futuro, sicuramente vorrei rimanere nel mondo dell’ecosostenibilità e dell’upcycling per perseguire i valori in cui credo. Idealmente, mi piacerebbe trasferirmi a Londra e fondare un brand mio, che abbia un grande impatto emotivo e il minor impatto possibile sul pianeta.

La collezione:

Concettualmente traggo ispirazione per lo più dal mio mondo interiore, dal mio modo di percepire e vedere la realtà, che viene a sua volta plasmata da esperienze, dialoghi, libri, arte e musica. Considero la moda come un fantastico metodo comunicativo ed educativo; e a me piace raccontare le mie battaglie interiori, in cui ci si può rispecchiare ed identificare, e cercare di aiutare le persone a sciogliere i loro nodi irrisolti attraverso la mia esperienza. Cerco poi di creare un ponte tra mondo interiore ed esteriore unendo temi sociali a quelli personali, e di trattare tematiche a me care; quali l’eco-sostenibilità, l’importanza dell’introspezione e della tolleranza. Per concludere, penso che la mia più grande ispirazione sia l’uomo e la sua magnifica capacità di distruggere e ricreare, e di come questo si rifletta poi nella società attraverso modi di pensare ed abitudini. Esteticamente, Vivienne Westwood ed il movimento punk sono sicuramente uno dei miei pochi punti fermi.